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Sostenibilità ambientale: definizione, politiche e obiettivi

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Sostenibilità ambientale: che cos’è e cosa significa?

La sostenibilità ambientale è la capacità di tutelare l’ambiente e preservare le risorse offerte dalla Terra attraverso un consumo e una produzione consapevoli: la sfida è proteggere la salute del pianeta e dei suoi abitanti, adottando politiche volte ad accelerare la transizione verso una società più inclusiva.

Il tema della sostenibilità ambientale è al centro del dibattito mondiale e occupa un posto di primo piano nell’Agenda 2030 dell’ONU che, insieme all’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, rappresenta il quadro di riferimento internazionale in materia di sviluppo sostenibile da un punto di vista ambientale, economico e sociale.

Che cos’è la sostenibilità ambientale? Il concetto di sostenibilità ambientale fa riferimento alle condizioni biofisiche della Terra e all’uso che viene fatto delle sue risorse naturali che non possono essere utilizzate, sfruttate e/o danneggiate all’infinito.

Per meglio comprendere il concetto si può fare ricorso alle prime due leggi della termodinamica che affermano quanto segue:

  • L’energia non può essere né creata né distrutta, può solo essere trasformata;
  • Ogni volta che l’energia subisce una trasformazione vi è una perdita di quantità di energia disponibile per il futuro (entropia).

Ciò significa che la sostenibilità è un modello che persegue uno sviluppo basato sull’uso consapevole delle risorse del pianeta allo scopo di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere le possibilità delle generazioni future.

Garantire la sostenibilità ambientale, quindi, significa mantenere in equilibrio il rapporto tra progresso socio-economico e rispetto dell’ambiente attraverso la tutela della biodiversità, la riduzione delle emissioni nocive e della produzione di rifiuti, l’uso di energie rinnovabili  (link articolo energie rinnovabili) e il passaggio delle diverse attività produttive a un sistema economico circolare che punta a creare un modello additivo e non sottrattivo di risorse.

Quando nasce il concetto di sostenibilità ambientale?

Il concetto di sostenibilità, dal latino sustinere, che significa sostenere, difendere, favorire, conservare e/o prendersi cura, è un concetto che compare per la prima volta nel Rapporto sui limiti dello sviluppo commissionato dall’associazione non governativa Club di Roma al MIT (Massachusetts Institute of Technology). 

Pubblicato nel 1972 da Donella Meadows, Dennis Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III, il rapporto analizzava le conseguenze del continuo sfruttamento delle risorse sull’ecosistema terrestre, evidenziando che “Non è possibile una crescita infinita in un pianeta finito e con risorse naturali non rinnovabili”. 

Inoltre, in un primo aggiornamento del Rapporto, pubblicato nel 1992 con il titolo Beyond the Limits, gli studiosi del MIT sostenevano che erano già stati superati i limiti della "capacità di carico" del pianeta. 

Nella successiva edizione Limits to Growth: The 30-Year Update, invece, l’accento si sposta dall’esaurimento delle risorse alla degradazione dell’ambiente, sottolineando la necessità di garantire uno sviluppo sostenibile (espressione codificata per la prima volta nel rapporto Brundtland del 1987).

Un’altra tappa importante nella storia della sostenibilità ambientale è la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente umano, tenutasi a Stoccolma nel giugno 1972, che portò all’approvazione della cosiddetta Dichiarazione di Stoccolma, segnando l’inizio della collaborazione internazionale in politiche e strategie per lo sviluppo ambientale. 

Con la Dichiarazione di Stoccolma per la prima volta si afferma a livello politico “il diritto di tutti gli esseri umani a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere”, riconoscendo lo stretto legame tra ambiente e diritti umani al centro, in tempi più recenti, del vertice internazionale COP 26.

COP26 è la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, organizzata a Glasgow dal 31 ottobre al 13 novembre 2021, che ha coinvolto oltre 30.000 delegati, tra cui Capi di Stato, esperti climatici e attivisti, con l’obiettivo di concordare un piano d’azione coordinato per affrontare il cambiamento climatico.

L’accordo, noto con il nome di patto per il clima di Glasgow e firmato dai 197 Paesi che hanno partecipato alla conferenza, ribadisce l’impegno delle parti a limitare l’uso del carbone, ridurre le emissioni del 45% entro il 2030 per raggiungere l'obiettivo dei 1,5°C e sostenere finanziariamente i paesi in via di sviluppo.

Una data importante nella storia della nascita del concetto di sostenibilità ambientale, è il settembre 2015, quando i 193 Stati membri dell’ONU hanno ratificato l’Agenda 2030, il documento che contiene 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDG

 

Come si misura la sostenibilità ambientale?

Quando si parla di sostenibilità ambientale non basta definire degli obiettivi: bisogna anche misurare l’efficacia delle azioni messe in atto tramite strumenti adeguati che permettono di individuare i problemi e studiare, di conseguenza, possibili soluzioni. Tra questi strumenti ci sono gli indicatori di sostenibilità che aiutano a comprendere se le condizioni ambientali rientrano in determinate aspettative e soddisfano gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Gli indicatori si dividono in:

  • Descrittivi: misurano “cosa sta succedendo” in base alle varie componenti ambientali e descrivono il reale utilizzo delle risorse espresso in unità fisiche (ad esempio: tonnellate di emissioni di Co2);
  • Di prestazione o efficacia: misurano il rapporto tra un risultato raggiunto nell’ambito delle politiche ambientali e l’obiettivo iniziale (ad esempio: rifiuti raccolti in modo differenziato/raccolta differenziata);
  • Di efficienza: misurano il rapporto tra un risultato raggiunto e le risorse economiche impiegate per raggiungerlo (ad esempio: riduzione delle emissioni/costi gestionali);
  • Di benessere totale: misurano la sostenibilità totale (ad esempio: l’impronta ecologica).

La sostenibilità ambientale è al centro del nuovo Piano Strategico 2021-2030 di A2A che punta ad investire in economia circolare, transizione energetica e sviluppo sostenibile. 

 

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