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Quanto consuma un condizionatore?

Quanto consuma un condizionatore?

In media un condizionatore consuma 450 KWh all’anno, con una spesa media di 120 euro annui, per ogni famiglia italiana.

Con l’arrivo dell’estate l’aria condizionata torna protagonista delle giornate estive e, sapere quanti watt consuma un condizionatore, permette di evitare brutte sorprese in bolletta.

Con l’arrivo della bella stagione e del gran caldo, tornano ad essere accesi i condizionatori d’aria e gli italiani sembra non riescano proprio a farne a meno, almeno a giudicare dai dati dell’ultimo report disponibile di Assoclima, l'Associazione dei costruttori di Sistemi di Climatizzazione.
Secondo i dati divulgati dall’organizzazione di categoria, nel 2021 ci sarebbe stata una crescita di oltre 40 punti sul 2020, un nuovo massimo anche rispetto al periodo pre-Covid. Gli apparati di condizionamento e climatizzazione in Italia sono in forte crescita e arrivano a un valore di 2,24 miliardi di euro.
Il numero di condizionatori continua a crescere in tutto il mondo ed entro il 2050 la IEA, l'Agenzia internazionale dell'energia, prevede che l'aria condizionata utilizzerà circa il 13% di tutta l'elettricità prodotta nel mondo e causerà emissioni di anidride carbonica pari a 2 miliardi di tonnellate all'anno.
Dal punto di vista dei consumi energetici, riscaldare la casa d'inverno e rinfrescarla d’estate, secondo dati ISTAT, pesa circa per il 70% sulle spese energetiche delle famiglie italiane e i condizionatori sono tra gli elettrodomestici che consumano più energia elettrica.

Quanto consuma un condizionatore
Per rispondere a questa domanda, va tenuto conto che il consumo di un condizionatore, come di un qualsiasi elettrodomestico, dipende da diversi fattori:

  • Classe energetica dell’apparecchio;
  • Costo medio dell’energia;
  • Tempo di utilizzo giornaliero;
  • Tipologia, ossia se si tratta di un dispositivo fisso o portatile e se è dotato o meno di tecnologia inverter;
  • Potenza dell’apparecchio.

Inoltre vanno considerate anche caratteristiche ambientali, ossia la differenza di temperatura tra ambiente interno ed esterno e il grado di isolamento termico dell’edificio che si desidera refrigerare.
Secondo alcune stime, il condizionatore in media consuma 450 KWh all'anno, ma ovviamente si tratta di una media.
Per conoscere i consumi del proprio condizionatore è bene consultare il manuale d’uso del proprio dispositivo che riporta il range di potenza consumata.
Tuttavia è possibile seguire alcuni consigli per ridurre i consumi del proprio climatizzatore.

Come regolare la temperatura del condizionatore
Come sempre, in questi casi, il segreto è non esagerare con le temperature troppo basse. Per avere un’idea, si può dare uno sguardo alle norme che regolano la temperatura dell’aria condizionata in ufficio. Secondo la legislazione vigente, la temperatura interna non dovrebbe mai andare al di sotto dei 26 gradi, con una tolleranza di 2 gradi, quindi in teoria non si dovrebbe mai impostare il termostato al di sotto dei 24 gradi.
Inoltre secondo l’OMS tra la temperatura interna e la temperatura esterna non dovrebbe mai esserci una differenza maggiore di 7 gradi. In altre parole, se ad esempio la temperatura esterna è di 35°, la temperatura interna non dovrebbe essere inferiore ai 28°. Questo oltre a salvaguardare l’ambiente e minimizzare i costi in bolletta, consente di tutelare la propria salute, evitando di esporsi a sbalzi di temperatura eccessivi quando si passa dall’ambiente interno e quello esterno.

Quando accendere il condizionatore
Inoltre è preferibile far ricorso ai climatizzatori solo durante le ore più calde della giornata, evitando di tenerli accesi tutto il giorno.
Spesso quando si rincasa e si trova l’appartamento caldo, si tende a mettere il climatizzatore al massimo, ricorrendo alla modalità di raffrescamento rapido, talora indicata come modalità “turbo” in alcuni modelli o “fast” in altri, che consente di raffreddare rapidamente l’ambiente. Una buona abitudine è programmare gli orari di accensione e spegnimento del climatizzatore, sfruttando il timer presente sul dispositivo. Ciò permette di evitare un utilizzo intenso dell'apparecchio che causa picchi di consumo.

Le buone regole per utilizzare il condizionatore
Un’altra accortezza è evitare di tenere porte e finestre aperte durante l’uso dei climatizzatori. Si tratta di un vero e proprio spreco di energia, e se si ha la sensazione che l’aria sia viziata, probabilmente è giunto il momento di spegnerli e far cambiare l'aria in tutta la casa, magari sfruttando le ore più fresche, generalmente quelle serali o al mattino presto.
Molti climatizzatori hanno ormai una modalità “Eco” o “Energy Saving”. Se le giornate non sono troppo calde non occorre mettere il climatizzatore alla massima potenza e queste modalità sono molto utili per controllare i consumi.
Spesso l'umidità fa percepire una temperatura più alta di quella reale. In questo caso si può selezionare la modalità deumidificazione, generalmente indicata come modalità "dry", ottenendo un’aria più asciutta e allo stesso tempo dei consumi energetici più bassi, rispetto a quelli in modalità raffrescamento.
Non va sottovalutata l'importanza di una manutenzione regolare, infatti, se i filtri sono sporchi, ad esempio, potrebbero ridurre la capacità di raffrescamento del climatizzatore e, di conseguenza, un aumento dei consumi elettrici.

La classe energetica
Altro fattore da considerare, che incide sui costi in bolletta, è la classe energetica del condizionatore. L’acquisto di un condizionatore di ultima generazione, può contribuire ad abbassare il costo della bolletta: più è alta la classe energetica del climatizzatore, minori saranno i consumi.
Anche la classe energetica dell’appartamento ha un peso sui consumi; migliorare l'isolamento termico di casa permette di ridurre i consumi. Per farlo si possono sostituire i vecchi infissi con nuovi a isolamento termico, inoltre si può intervenire anche per migliorare la coibentazione dell'edificio in generale.
Anche con i dovuti accorgimenti, utilizzare il climatizzatore in estate è sempre più una necessità, soprattutto per poter riposare bene la notte e godersi il fresco della propria abitazione nelle ore più calde.
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