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Caro Bollette: tutte le novità del decreto energia 2022

caro bollette

Il governo ha varato il decreto energia 2022 per sostenere famiglie e imprese in difficoltà a causa del caro bollette

Il decreto energia stanzia risorse per 4,4 miliardi, finanziate in gran parte tassando gli extra profitti del settore energetico, mentre 400 milioni arrivano dall’extragettito IVA.

Il 18 marzo 2022 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto energia e testo ufficiale è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2022.

Il decreto contiene una serie di misure volte al contenimento dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, iniziato nel 2021 e che sta proseguendo nel 2022 a causa dell’acuirsi della crisi Ucraina.

Riduzione delle accise

Un primo intervento riguarda le accise sui carburanti. Prima del decreto l’accisa valeva 0,728 euro al litro per la benzina e 0,617 per il gasolio. Grazie al provvedimento del governo, fino al 20 aprile 2022 le accise saranno ridotte di 25 centesimi al litro.

Bonus carburante

Altro provvedimento, sempre in ambito carburanti, riguarda i dipendenti che usano mezzi propri per motivi di lavoro. Per il 2022, l’importo del valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito.

Crediti d’imposta per le imprese

Nel Decreto Energia sono stati presi importanti provvedimenti a sostegno delle imprese, andando a confermare o ad ampliare provvedimenti precedentemente adottati e aggiungendone di nuovi.

I crediti di imposta sono diversificati in base alla tipologia e alla quantità di energia consumata dalle aziende:

  • alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica, il credito è pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022 ed è riconosciuto qualora il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al primo trimestre dell'anno 2019;
  • per le imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale il credito è pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici, abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito allo stesso trimestre dell'anno 2019.

Il suddetto credito d’imposta relativo ai consumi di energia elettrica è cedibile ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione. Sono permesse due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario ovvero imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

La cedibilità è stata estesa anche ai seguenti crediti d’imposta, già precedentemente riconosciuti con provvedimenti distinti:

  • alle imprese energivore, il cui credito d’imposta era stato riconosciuto dal cosiddetto Decreto Sostegni Ter (decreto-legge n. 4/2022);
  • alle imprese a forte consumo di gas naturale previsto ai sensi del decreto-legge n. 17/2022 noto come Decreto Bollette 2022.

In merito al credito d’imposta previsto dal Decreto Sostegni Ter, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 22 marzo le istruzioni per permettere alle imprese energivore di usufruirne. Il codice tributo da utilizzare per usufruire del credito d’imposta è “6960”. Tale codice dovrà essere inserito nel modello F24 nella “sezione erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” oppure, nei casi in cui l’esercente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Per utilizzare il credito in compensazione, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Sono stati inoltre incrementati i seguenti crediti di imposta riconosciuti nel Decreto Cura Italia del 2020 (decreto-legge n. 17/2020):

  • quello a favore delle imprese energivore passando dal 20% al 25%; 
  • quello a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale portato dal 15% al 20%.

Rateizzazione delle bollette alle imprese

Le imprese con sede in Italia, clienti finali di energia elettrica e di gas naturale, possono richiedere ai propri fornitori la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio 2022 e giugno 2022. Il numero massimo di rate mensili non può essere superiore a 24. Per sostenere le specifiche esigenze di liquidità derivanti dai piani di rateizzazione concessi dai fornitori di energia elettrica e gas naturale, SACE S.p.A. rilascia garanzie in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e di altri soggetti abilitati all’esercizio del credito entro un limite massimo di impegni pari a 9 miliardi di euro e può concedere garanzie, in favore delle imprese di assicurazione, pari al 90% degli indennizzi generati da esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di energia elettrica e gas naturale.

Bonus sociale elettricità e gas per le famiglie

Nel decreto non mancano i provvedimenti a favore delle famiglie in difficoltà. Per il periodo che va dal primo aprile al 31 dicembre 2022, il valore ISEE di accesso ai bonus sociali elettricità e gas è pari a 12.000 euro.

Tale misura consente di aumentare da 4 a 5,2 milioni il numero delle famiglie tutelate dagli aumenti delle bollette. Nel provvedimento precedente, infatti, il tetto ISEE era di soli 8 mila euro.

 

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