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Contratto luce non residente: quali differenze rispetto ai residenti?

Contratto luce non residente - A2A

Che differenza c'è tra un contratto luce non residente e una bolletta residente? Perché per le forniture del gas non esiste questa distinzione? In che modo può essere più conveniente la bolletta? Una Life Company ha a cuore le persone, per questo vogliamo darti una mano a risparmiare: il primo passo è conoscere le condizioni economiche applicate alle utenze domestiche energetiche.

Sapere le voci di spesa, infatti, è il primo passo per evitare brutte sorprese in bolletta. Vediamo quindi la differenza tra la bolletta luce residente e non residente, per comprendere come vengono conteggiati i consumi energetici e quanto si paga effettivamente di più per le utenze attive in una casa non di residenza.

Che cos’è il contratto luce domestico non residente

Innanzitutto, cosa intendiamo quando parliamo di contratto domestico? Secondo la definizione indicata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), si tratta del contratto riferito ad un cliente che sfrutta l’elettricità per alimentare:

  • la sua abitazione, di residenza o meno, e le relative applicazioni;
  • i locali annessi o pertinenti all’abitazione adibiti a studi, uffici, laboratori, gabinetti di consultazione, cantine o garage o a scopi agricoli (purché l’utilizzo dell’energia elettrica sia effettuato con unico punto di prelievo per l’abitazione e i locali annessi, vale a dire con un solo POD e un solo contatore, e la potenza disponibile non superi 15 kW);
  • punti di ricarica privata per veicoli elettrici.

Dopodiché, gli immobili registrati a proprio nome ma non indicati come luogo di residenza, ad esempio una seconda casa al mare oppure un’abitazione per le vacanze in montagna, sono considerati case non di residenza. Le utenze domestiche applicate a questi immobili sono leggermente diverse da normale, infatti presentano un sistema di calcolo differente che comporta anche costi diversi.

La differenza tra un contratto luce residente e non residente

La distinzione tra residenti e non residenti si basa sulla residenza anagrafica del titolare del contratto di fornitura, ed è rilevante per l’applicazione di alcuni corrispettivi e importi della bolletta. La differenza riguarda una parte degli importi relativi alla spesa per la materia energia, la parte relativa alla spesa per il trasporto e la gestione del contatore e alla spesa per oneri di sistema e per le imposte.

Dove nasce la differenza tra residenti e non residenti?

Fino al gennaio 2016, in Italia la tariffa per l’energia elettrica era di tipo progressivo: all’aumento dei consumi saliva anche il prezzo del singolo kWh, con conseguenti rincari in bolletta sugli oneri di sistema per chi necessitava di maggior fabbisogno energetico (si pensi ad esempio ad una famiglia numerosa). Con la Riforma delle tariffe elettriche, si è passati ad una struttura tariffaria non progressiva, definita TD.

Oggi, dunque, le diverse voci che compongono la tariffa, come le spese per il trasporto dell'energia, la gestione del contatore e gli oneri di sistema (che consistono in costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico), sono uguali per ogni livello di consumo. Queste voci corrispondono a circa il 40% della nostra bolletta. In questo modo si ripartiscono meglio i costi dell’elettricità rispetto ai bisogni delle persone e al servizio che utilizzano, stimolando investimenti rivolti a un sistema energetico più sostenibile.

Quanto paga in più un non residente?

Per i clienti domestici residenti, dunque, con la Riforma è cresciuto il peso della quota fissa della tariffa per il trasporto dell'energia e la gestione del contatore (una voce che in media corrisponde al 15% della bolletta), mentre per i non residenti c'è stato un aumento anche dell'importo degli oneri di sistema, che viene calcolato in parte sui chilowattora consumati e in parte è fisso.

Così, l'incremento del peso delle quote fisse è più rilevante per le abitazioni poco utilizzate (come le seconde case, dove si trascorrono solo brevi periodi di vacanza e si registrano bassi consumi annui di energia). Quanto costa la bolletta luce non residente? In particolare, la bolletta luce non residente riporta una quota fissa di circa 135 euro all'anno.

Diverso è il caso delle utenze del gas, per le quali non esiste questa differenziazione ma vengono seguiti altri tipi di criteri. Per le bollette le differenze nella tariffazione si basano soltanto sulla zona climatica dell’immobile, senza distinzione tra casa di residenza e seconda casa non residente, quindi dipende appena dalla localizzazione geografica dell’abitazione.

Come intestare le utenze senza residenza

Nonostante la legge permetta di intestarsi delle utenze domestiche anche senza avere la residenza nell’immobile, è comunque una scelta poco vantaggiosa dal punto di vista economico, ma in alcuni casi necessaria. Se ad esempio si compra un secondo immobile, come una casa per le vacanze, bisogna realizzare la voltura o il subentro e attivare un contratto per l’energia elettrica non residente.

In questo caso gli oneri di sistema verranno conteggiati nella quota fissa e nella quota energia, quindi in parte vincolati ai consumi che ovviamente saranno bassi, ma in parte indipendenti dalla quantità di energia utilizzata. Naturalmente è più conveniente attivare un’utenza come residente, ma in caso contrario non rimane che accettare questa condizione e pagare un costo più alto in proporzione sulle spese fisse.

La strada per risparmiare sulla bolletta luce

Come Life Company, vogliamo aiutarti nel compiere scelte sostenibili, per il bene dell'ambiente in cui viviamo oltre che per risparmiare sulla bolletta. Il primo passo è conoscere le condizioni economiche applicate, quindi bisogna sempre leggere la bolletta di luce e gas con attenzione, scegliendo la tariffa più adeguata alle tue esigenze.

In queste circostanze bisogna chiedersi, quanto è grande la tua abitazione? Quanti siete in famiglia? Utilizzi elettrodomestici di categoria A o prodotti di fascia bassa con consumi maggiori? Quali sono le tue abitudini di consumo? Qui puoi trovare alcuni consigli per ridurre gli sprechi e risparmiare energia: se sulle quote fisse il fornitore luce non può intervenire, adottando comportamenti virtuosi potrai comunque contenere i costi della bolletta.

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