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Calcolo consumo elettrico: ecco come risparmiare energia

calcolo consumo elettrico

Il calcolo del consumo elettrico è fondamentale per individuare gli sprechi, riconoscere i possibili errori di fatturazione e scegliere il fornitore più adatto alle proprie esigenze.

Calcolo consumo elettrico: quali sono le informazioni presenti in bolletta?

Il calcolo del consumo elettrico è un’operazione piuttosto semplice che aiuta a capire in che modo viene utilizzata l’energia elettrica in casa allo scopo di tagliare gli sprechi e ridurre il costo della bolletta.

Per ottimizzare i consumi energetici e risparmiare, il primo passo è sapere come leggere la bolletta della luce al cui interno si trovano, oltre alle caratteristiche tecniche della fornitura, le informazioni relative alle fasce orarie che permettono di avere un resoconto più preciso dei costi.

Le fasce orarie, stabilite dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, sono le seguenti:

  • F1: dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, escluse le festività nazionali;
  • F2: dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00 escluse le festività nazionali. Sabato dalle 7.00 alle 23.00, festività escluse.
  • F3: dal lunedì al sabato da mezzanotte alle 7.00 e dalle 23.00 alle 24.00; tutte le ore della giornata la domenica e giorni festivi.

In genere, i fornitori di energia elettrica tendono ad unire le fasce 2 e 3, ottenendo la fascia F23 (tariffa bioraria), che comprende tutte le ore incluse nelle fasce F2 e F3 (dalle 19.00 della sera alle 8.00 della mattina di tutti i giorni feriali, l’intera giornata di sabato e domenica nonché i giorni festivi). La F0, invece, è l’opzione monoraria che permette di avere un prezzo fisso dell’energia per tutte le ore del giorno e tutti i giorni della settimana.

Nella bolletta della luce sono indicati anche:

  • I numeri letti sul contatore dal Distributore (lettura rilevata) o comunicati dal consumatore (autolettura) ad una certa data;
  • I consumi rilevati, cioè attribuiti sulla base delle letture rilevate dal Distributore o da autoletture, o stimati sulla base dei consumi abituali;
  • I consumi fatturati, ovvero quelli addebitati in bolletta per il periodo di competenza.

È importante ricordare che i consumi fatturati possono essere maggiori di quelli rilevati poiché i contatori elettronici vengono letti l’ultimo giorno di ciascun mese. Cosa significa? Vuole dire che se il periodo di competenza della bolletta non coincide con l’ultimo giorno del mese, il consumo viene stimato.

Inoltre, il documento di fatturazione contiene le seguenti voci:

  • Spesa per la materia energia: il prezzo composto da una quota fissa (euro/anno), da pagare indipendentemente dai consumi, e una quota energia (euro/kWh), da pagare in relazione alla quantità di energia consumata;
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: sono i costi sostenuti per trasportare l’energia elettrica fino al contatore del cliente finale. La tariffa, che può variare ogni trimestre, è composta da una quota fissa (euro/anno), da pagare indipendentemente dai consumi, una quota potenza (euro/kW/anno), legata alla potenza del contatore, e una quota energia (euro/kWh), legata alla quantità di energia trasportata verso una determinata utenza;
  • Imposte: comprendono l’imposta erariale di consumo (accisa) e le eventuali addizionali comunali e provinciali;
  • Spesa per oneri di sistema diversi dalla fornitura: sono gli importi non legati direttamente alla fornitura di elettricità (ad esempio: gli arrotondamenti, i costi per la posa o rimozione di un contatore, le variazioni di potenza, eccetera);
  • Bonus sociale: è l’importo accreditato ai clienti domestici che ne hanno diritto. Il bonus sociale è uno strumento che assicura alle famiglie in condizione di disagio economico e/o fisico un risparmio sulla spesa per la fornitura di elettricità. 

 Calcolo consumo elettrico: quali fattori lo influenzano?

Sono diversi i fattori che incidono sul consumo di energia elettrica all’interno di una famiglia a partire dal numero di persone che vivono nell’abitazione e dal loro stile di vita: ad esempio, se il nucleo famigliare è composto da genitori che lavorano e figli divisi tra impegni scolastici e attività pomeridiane, il consumo di energia si concentrerà nelle ore serali, mentre chi svolge la propria attività in regime di smart working e lavora da casa registrerà un utilizzo continuo della corrente elettrica nel corso della giornata.

Le abitudini di consumo degli occupanti di una casa, unite alla presenza all’interno dell’abitazione di elettrodomestici e altri congegni elettronici, permettono di definire il cosiddetto profilo di consumo energetico, ovvero il valore di riferimento che diventa indispensabile quando si devono confrontare le diverse offerte proposte dalle società di fornitura dell’energia elettrica allo scopo di scegliere la tariffa più conveniente per le proprie esigenze.

Va inoltre ricordato che quando si parla di elettrodomestici bisogna prendere in considerazione la classe energetica che consente di valutare il rapporto tra consumi e prestazione: un elettrodomestico di classe energetica A+ o superiori, ad esempio, ha un consumo di elettricità di gran lunga inferiore rispetto a un modello di classe B considerato meno efficiente e dunque meno conveniente in termini di risparmio in bolletta.

 

Calcolo consumo elettrico: come monitorare le spese dell’energia elettrica 

Per calcolare il consumo elettrico dei diversi dispositivi elettronici presenti all’interno di un’abitazione per prima cosa è necessario valutare la potenza massima dell’elettrodomestico che solitamente è riportata, insieme ad altri valori, sulla confezione o su una targhetta attaccata all’apparecchio: la potenza viene espressa in Watt (W) per dispositivi a bassa potenza e in chilo-watt (KW) per quelli ad alta potenza.

La formula che ci permette di sapere quanto consuma un apparecchio è piuttosto facile: basta moltiplicare il valore della potenza per il tempo di utilizzo giornaliero. Ad esempio: un elettrodomestico da 200 Watt che resta accesso per 6 ore consumerà un totale di 1200 Watt all’ora, vale a dire 1,2 KW/h.

Tuttavia, è importante ricordare che gli elettrodomestici non lavorano continuamente alla stessa potenza, non vengono utilizzati sempre alla stessa intensità e possono essere dotati di programmi che permettono di utilizzarli a una potenza inferiore rispetto a quella indicata.

Che cosa vuol dire? Significa che il calcolo della potenza è semplice ma non preciso e, in genere, si tende a sovrastimare la quantità di energia elettrica.

Per effettuare un calcolo consumo elettrico più accurato e controllare le spese legate all’energia elettrica, si può utilizzare un misuratore di consumo elettrico, l’innovativo strumento che consente di monitorare la quantità di energia assorbita dagli elettrodomestici presenti in casa e permette di eliminare gli sprechi e risparmiare in bolletta.

Che cos’è il misuratore di consumo elettrico? Si tratta di un piccolo dispositivo, dotato di un apposito display, che aiuta a tenere sotto controllo il consumo della corrente elettrica. Facile da installare e semplice da utilizzare, il misuratore di consumo elettrico può essere allacciato alla rete elettrica oppure utilizzato in modalità wireless e comunica in tempo reale come l’energia viene utilizzata in KW/h, euro e C02 prodotta: basta collegarlo ad un device (ad esempio: smartphone o tablet) attraverso l’apposita App calcolo consumo elettrico per visualizzare i dati e monitorare i consumi anche da remoto. 

In commercio sono disponibili differenti modelli di misuratori di corrente, di diverse fasce di prezzo, e alcuni offrono la possibilità di memorizzare i dati, confrontare i consumi in base allo storico e controllare le prese a distanza. 

Inoltre, i dispositivi più moderni permettono di misurare il consumo di un singolo apparecchio, quello complessivo dell’abitazione e la potenza istantanea, ovvero il risultato ottenuto dalla somma degli apparecchi in funzione. In quest’ultimo caso, se si supera la soglia prestabilita per i consumi giornalieri, il misuratore emette un segnale acustico di avviso.

Grazie a questo ingegnoso apparecchio è possibile verificare la potenza impegnata del contatore, detta anche potenza contrattuale o richiesta, ossia il livello di potenza indicato nel contratto di fornitura, e ottimizzare i consumi.

 

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